La storia di Emiliano

Non so quante ore debba aver passato, da bambino, nella sala d’attesa e nelle varie stanze dell’Ematologia Pediatrica dell’Ematologia di Via Benevento 6 di Roma, di sicuro meno di 10mila, ma in qualcosa sono diventato bravo. A leggere, soprattutto: mi portavo sempre qualche giornale e rivista da leggere. Di solito, riviste sportive, ad esempio il Guerin Sportivo. Secondo la celebre teoria delle 10mila ore, formulata dal sociologo canadese Malcolm Gladwell, per diventare bravi in qualcosa bisogna applicarsi intensamente, per circa 10mila ore, appunto. Se questo è vero sono diventato bravo nel calcio, so tutto di quello che è stato scritto. Ogni fotogramma è nella mia testa. So cosa hanno scritto le penne più importanti. Anche oggi, che sono nel settore giornalistico calcistico, so che la mia passione quasi maniacale per il calcio è nata lì tra le cure, le attenzioni ricevute in Ematologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma.

Trent’anni dopo il mio primo ingresso a Via Benevento 6, è uscito nelle librerie, pubblicato dall’editore 66thand2nd, il mio libro Calcio liquido. L’evoluzione tattica della Serie A. Il libro parte da un aforisma del celebre allenatore Vujadin Boškov, che recita così: “i giocatori vincono, gli allenatori perdono”. Calcio liquido racconta la storia del calcio vista dalla parte degli allenatori, ripercorrendo gli ultimi trent’anni di evoluzione tattica della Serie A, partendo dalla rivoluzione di Arrigo Sacchi. Il libro ripercorre, con un linguaggio chiaro e accessibile, i momenti decisivi delle grandi squadre italiane e le idee degli allenatori più importanti del campionato: da Sacchi a Capello, da Zeman a Lippi, da Spalletti a Mourinho, da Ancelotti a Sarri, fino a Conte, Gasperini, Allegri, Inzaghi e Mancini. Modi diversi di pensare il calcio. In ogni fase in cui il movimento calcistico italiano sembra arretrato, si intravede una speranza di rinnovamento e di successo futuro.

La teoria delle 10mila ore di Gladwell è poi stata smentita dalla letteratura scientifica, ma per me è ancora valida. Durante le lunghe attese in Ematologia ho considerato la lettura di argomenti riguardanti il calcio una dolce compagnia che mi ha poi permesso di poter esprimere quanto recepito e fatto mio. Alla pubblicazione del mio libro, ho voluto condividere questo evento emozionante con i medici che mi avevano seguito in un momento impegnativo della mia infanzia. E’ stato, poi, naturale per me essere coinvolto e sostenere l’Associazione Robin Hood Roma, per restituire un po’ di quello che sento di aver ricevuto.

Il libro di Emiliano